Che cosa può insegnare il corpo umano a un sistemista: le strategie naturali di difesa

In natura esistono soluzioni efficienti ed efficaci contro ogni avversità. Si tratta di soluzioni collaudate e perfezionate in milioni di anni e nonostante la loro efficacia, la natura le considera una Beta-version perenne. Le soluzioni ci sono ma vanno cercate e trovate, spesso rovesciando un modo di pensare che in maniera automatica andrebbe in direzione dell'analogia… 

 

Cos'è che vola? Gli uccelli.

A cosa possiamo ispirarci per realizzare macchine in grado di volare? Agli uccelli.

Questo ragionamento va per analogia, si esplica cioè in modo da trovare elementi di somiglianza fra mondo naturale e mondo tecnologico. Se ispirarsi alla natura è cosa intuitiva, limitarsi al ragionamento analogico non è sempre la miglior soluzione possibile. Qualche esempio? Beh, gli aerei, volano ma la differenza fra i primi, strampalati, oggetti volanti e gli aerei è stata segnata dal passaggio all'idrodinamica: la forma degli aerei si ispira a quella dei pesci e non a quella degli uccelli.

Pensiero laterale, creatività e competenza

Pale eoliche ispirate alla pinna delle balene, software di gestione delle smartcar ispirati ai sistemi di collaborazione dei pinguini, display ispirati alle ali di farfalla oppure il velcro, che imita i fiori della Bardana per "appiccicarsi" e offrire tenuta. La storia della tecnologia è piena di sviluppi che si devono all'osservazione creativa della natura. Anche in fatto di cybersecurity abbiamo molto da imparare.

Le difese del corpo umano fra hardware, software e automazione

La prima difesa del corpo contro urti, ferite, virus e batteri è squisitamente fisica, si tratta di pelle, ossa e mucose. Si tratta di sistemi multifunzione, che da una parte mantengono il corpo in vita ed efficienza, dall'altra permettono azioni ed esperienze particolari, ma fungono anche da sistemi di difesa. Pensiamo alla pelle, vero e proprio che contiene il corpo, è veicolo di sensazioni e impedisce la penetrazione di batteri e agenti patogeni nel sangue. Quando la pelle si lacera o è danneggiata, la sua funzione viene oltrepassata e il corpo subisce un attacco ma la pelle stessa ha la possibilità di rimarginarsi, ricrescere e tornare a svolgere le proprie funzioni.
L'organismo ha poi un meccanismo innato che permette di riconoscere i microorganismi estranei e attaccarli immediatamente. Il sistema immunitario, quando anche questa difesa viene elusa, reagisce allora con un feedback immunologico in grado aggredire l'intruso e di memorizzarne i connotati. Il corpo umano è quindi flessibile, efficace e intelligente perché riesce a modulare risposte difensive varie e tempestive, riuscendo a tenere traccia dei pericoli per non cadere una seconda volta sotto gli attacchi di qualche agente patogeno. Sfrutta inoltre in maniera efficiente alcuni elementi strutturali, "usandone" i punti di forza anche come baluardi di difesa.

La sicurezza informatica e il corpo umano: il ruolo delle difese perimetrali

Avere confini solidi e definiti è una delle caratteristiche del corpo ma in tema di reti e devices informatici il concetto deve essere declinato e sviluppato in maniera originale: una chiavetta in dotazione a un tecnico o a un commerciale è fuori o è parte del perimetro aziendale? E un tablet? In azienda ci sono, forzatamente, confini dinamici ma ogni tablet, ogni chiavetta usb, ogni device deve essere considerato parte del perimetro. Per ognuna di queste "entità" è necessario garantire standard di sicurezza e per farlo servono 3 cose: un progetto, strumenti adatti, un codice di comportamento da  osservare.

La sicurezza informatica e il corpo umano: il ruolo delle difese automatiche

Per ogni anomalia deve esserci un campanello d'allarme che fa scattare una contromossa. Un primo step di difesa deve essere automatico e immediato. Di norma una risposta del genere è efficace e solo in caso di fallimento può essere necessario un intervento specifico di difesa.

La sicurezza informatica e il corpo umano: il ruolo delle difese specifiche

Se c'è un pericolo nuovo o imbattibile, la prima cosa da fare è individuarlo e capirne i punti deboli. In questo caso la cybersecurity deve prendere spunto dai globuli bianchi. I leucociti (nome più tecnico dei globuli bianchi) possono agire in diversi modi per combattere le intrusioni: liberando sostanze, fagocitando l'agente esterno, cambiando forma, uscendo dal circolo sanguigno, distruggendo cellule. Quando un leucocita muore l'organismo non ne risente perché è pronto a mandarne all'attacco milioni e milioni.

La sicurezza informatica e il corpo umano: il ruolo della memoria

Il meccanismo che ci immunizza, una volta contratta e superata una malattia, si chiama "immunità acquisita" ed è fondamentale per rafforzare l'organismo e garantire la sopravvivenza soggettiva e collettiva. Un sistema di cyberdifesa è tanto più efficace quanto più è in grado di apprendere dagli attacchi subiti e riconfigurarsi in modo da riconoscere subito comportamenti o elementi sospetti.

La sicurezza informatica e il corpo umano: il ruolo delle buone pratiche per la salute

Sport, alimentazione corretta, regolarità del sonno, igiene. Lo stile di vita incide in modo determinante sulle risposte immunitarie, così come grazie ai check-up periodici è possibile individuare aree di debolezza da rafforzare. Stessa, identica cosa per un sistema informatico, è bene quindi domandarsi:

  • quanto tempo fa l'ultimo test?
  • quanto tempo fa l'ultima condivisione delle best practices per la navigazione e l'uso di personal devices?
  • quanto tempo fa l'ultimo aggiornamento dei tools?

Come si vede la sicurezza informatica ha molto da imparare dal corpo umano, qual è quindi la prima cosa da fare? La risposta è secca: mettere la salute al primo posto. Si sa che se un sistema informatico è vulnerabile, primo o poi verrà violato e si sa che in caso di violazione al responsabile IT salteranno i nervi e si sa che quando lo stress è alto il corpo si ammala più facilmente… ;-)

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